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ABBIAMO LETTO SOLO LIBRI

Monica Loise

 

L’idea è quella di mettere a confronto le forme delle rughe, dei segni del tempo dell’essere umano con quelle della natura.

Un confronto visivo dove si cercano le somiglianze tra i dettagli che si trovano in natura e i dettagli della pelle.

Il rapporto uomo natura è a volte vissuto anche in modo errato in quanto visto come conflittuale e deleterio. Vorrei elaborare a livello visivo questa idea cercando delle somiglianze nei dettagli.

Ci chiediamo se esistono delle relazioni tra i segni che il tempo lascia sul nostro corpo e quelli che lascia in natura.

Viene messo in dubbio il termine “rappresentazione”. Esistono due livelli: lo spazio illusorio tridimensionale e la dimensione che non è riconducibile alla rappresentazione cioè la dimensione del sensibile. Le immagini possono ricondurci ad un senso. Bisogna basarsi su queste due dimensioni per capire la generazione del senso di questa opera.

Le fotografie hanno un linguaggio.

Amo i dettagli. Sono questi di vitale importanza per i miei progetti.

Elimino il contesto e tutto ciò che circonda la forma che a me interessa, prendo il dettaglio.

Ogni particolare acquista valore in queste fotografie.

Il mio messaggio è quindi un invito ad aprire la mente di fronte a ciò che ci circonda. Proviamo a vedere oltre, a trasformare una crosta di muro in una bellissima fronte rugosa. Ciò che facciamo noi in casi di questo tipo è realizzare somiglianze unicamente con la mente. Cogliere un dettaglio è l’intelligenza di comprendere l’insieme.

Ci sono dettagli di cui il resto del mondo neanche si accorge e questo tocca profondamente la mia sensibilità.