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BEYOND ME

Giulia Erika Gattico

 

“L’ombra che mi è apparsa davanti agli occhi è veramente svanita? Oppure se ne sta zitta dentro di me, in attesa del suo momento? Mi sforzo di guardare all’interno del mio corpo. Vorrei capire cos’è quello spettro che forse se ne sta acquattato lì. Ma anche al nostro corpo, al pari della nostra coscienza, è un vero labirinto. Tenebre ovunque, angoli morti ovunque.” (Murakami)

 

Non è facile abbandonare il proprio angolo buio se lo si riconosce come un posto sicuro, di cui si conosce ogni minimo centimetro. Esporsi alla luce per me ha sempre significato scivolare nella paura, paura di non essere adatta al mondo esterno e alle persone che mi circondano. La soluzione? Correre a rinchiudersi nella gabbia d’ombra, piangere e prendere a pugni il muro fino a non sentire più nessuna parte del corpo. Ciò non mi ha mai impedito di rialzarmi, nonostante ogni volta fossi sempre più debole.

 

La tentazione della luce era così forte, non ho mai saputo come resistere, e col tempo ho imparato che per sopravviverci avrei dovuto scoprirla un passo alla volta, spogliandomi pian piano delle mie paure, attraversando i colori dalle sfumature più tenui, ma senza dimenticare che le ombre vivono ancora dentro di me e non mi abbandoneranno mai.