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L’ordine delle cose

Può succedere a chiunque, a me è successo. Sono qui seduta e va tutto bene. Può succedere in qualsiasi momento, senza che uno ci faccia caso. Sei in mezzo alla tua vita, vai a lavorare, prendi il cappuccino come ogni giorno, il barista non ti saluta, lancia la tazza sul bancone e tu sei veloce, la afferri prima del grassone in giacca e cravatta e della vecchia di plastica impellicciata tra cui sei strizzata, lo mandi giù, un unico sorso ustionante, e corri fuori, arrivi alla tua postazione prima di tutti gli altri. Sei la prima, con il fiatone le occhiaie e tutto il resto, arrivi per prima e va tutto bene. Un momento ti stai strinando la lingua con il latte bollente e l’istante successivo ti chiedono perché, perché, che motivo aveva, per quale motivo, signorina? E tu li guardi, qualcosa è accaduto, non sai che dire, quali risposte si aspettano di sentire, non ce l’hai un perché da regalare per tranquillizzare le loro paure, per ridare ordine al loro mondo. Tu sai che stamattina il cappuccino era troppo caldo, la schiuma sfatta, il caffè amaro, ti ha fatto schifo e avresti voluto girare la tazza sulla testa dello stronzo che ti guarda in faccia ogni giorno e non fa neanche lo sforzo di piegare il labbro in su, non lo sai dire perché, sai solo che adesso, davvero, va tutto bene. Ora provano a dare un ordine alle cose in questo posto. Signorina, cominciamo dall’inizio, mi dicono. Com’ è cominciata? Non può essere colpa della sua colazione, signorina, su, ci pensi, cominci dal principio. E io ci penso, ci penso davvero a quando è cominciata, a quale è stato il Principio, il momento iniziale, il big bang che ha generato la reazione a catena, la serie di eventi, il Quando. Può darsi sia cominciata quella mattina che ero ferma sul marciapiede e contemplavo la torretta in bilico sul filtro della mia sigaretta. Ora cade, pensavo, e la gente mi guardava mentre ero immobile sul quel marciapiede, tutti camminavano veloci, tutti avevano fretta, eppure trovavano un momento per fissare la stramba sul marciapiede. Può darsi sia cominciata mentre io contemplavo l’inevitabile caduta della cenere grigia sul grigio dell’asfalto.

- Chiara Tea Manescardi -

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