logo mohole
close

Non c’è più un cazzo da ridere… divergenze e divisioni

Non avevo il suo numero. Non che mi fosse veramente necessario. Sapevo dove stanarlo e ciò era sufficiente... Quando si ha che fare con figure legate all’universo dei narcotici è meglio mantenere una certa distanza professionale Che quel Pachiderma ci deve un favore... 16:31 ci accolse in slide di panza. Scavalcammo quel Trionfo di Trigliceridi e con una manovra schizzolampo ci ritrovammo catapultati all'interno della Bottiglieria. Una brandina d'allume e tre sedie impagliate in decomposizione intorno a un tavolino metallico con loghi High Tech stile Alcazar. A centro tavola, ad attendere la prossima Crocca, una bozza di Monica e una Levissima in plastica da 1,5 L che indossava un berretto di stagnola con un residuo di cenere in vetta, cinto al capo da un elastico giallo. Lo scheletro di una Bic gli trafiggeva il costato. Cristo Santo pensai, fanculo, qui ci sono tutti i presupposti per una Passione. Ah... Che ridere, esplose Fungo ma quegli occhi imbottiti di panico raccontavano una tensione emotiva diametralmente opposta. O eravamo sintonizzati sulla stessa frequenza oppure ci stava sbaffando. Strane vibrazioni e crescente stato d'angoscia quel pomeriggio in Brianza. Presi un respiro profondo. Una stufa arrugginita ruttava cherosene e l'odore di Crack fumato imputridiva il locale. Quel lezzo trapanava le narici. Ordina delle maschere antigas o non usciremo vivi da questa fogna. Un tappeto di cimici raggrinzite in posizione supina. Le pareti cosparse di zanzare spiaccicate, alcune su sfondo sangue altre bianco e nero. Centinaia di esoscheletri freddati in pose agghiaccianti dipingevano il clima stilizzato delle opere di uno di quegli Imbrattamuri americano.

- Roberto Salvini -

Altri testi da: Scrittura Creativa


. torna al blog