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Personale

Il borbottio animato delle voci innalzava il rumore festoso dei calici che si incrociavano al via di formule propiziatorie e gesti di scaramanzia; mentre risate e risatine smorzavano l’ansia di rendimento, che a tratti, avvizziva l’area nonostante la porta d’ingresso fosse aperta per agevolare il girio della folla e i fumatori alla ricerca dell’azione neurotropa del tabacco. Risate complici, sorrisi imbarazzati, risatine nascoste travestite da incoraggiamento e approvazione. Il viavai di persone si estendeva oltre la vetrina della galleria per sparpagliarsi sul marciapiede dove automobili parcheggiate a catena facevano da tavolini d’appoggio per pausare i bicchieri tra un sorseggio e l’altro. I lampioni illuminavano come riflettori la scena popolata da visi qua distesi, un po’ più in là impegnati in discorsi sulla prima mostra a Milano dell’artista; ferie in procinto di essere e qualche ragionamento in sottofondo che amoreggiava con un patronato ideologico tanto avvilito quanto scontato. Morbida, la brezza serale svolazzava i capelli, e foglie e frusti di abeti e acacie donavano un fruscio rasserenante a un mercoledì sera sul punto di divenire autunno.

- Ana Laura Esposito -

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